Parco Nazionale della Maiella

Il Parco nazionale della Maiella è stato istituito insieme a quello del Gran sasso e del Monti della Laga nel 1991; esteso nelle province di Pescara, Chieti, L’aquila, occupa 74.095 ettari. L’Ente del parco ha sede a Guardiagrele. A livello internazionale al parco, in quanto parco nazionale, sono attribuiti obiettivi di protezione delle aree di valore naturale e scenico, di conservazione, nei limiti del possibile, allo stato naturale delle comunità biotiche, delle risorse genetiche delle specie…altri obiettivi sono quelli di assicurare la stabilità e la diversità ecologica oltre alla gestione e la fruizione dell’area a fini educativi, ricreativi e culturali.
La vicinanza con il parco nazionale del Gran sasso e dei monti della Laga e con il parco regionale del Sirente-Velino gli conferisce una importanza ecologica molto elevata per la tutela delle specie animali minacciate e rare. Il parco è caratterizzato da un’elevata montuosità: ben il 55% del territorio si trova oltre i 2000 m, dove in vaste aree si trova natura selvaggia.
La Maiella ha una forma massiccia ed arrotondata, suggestiva e caratteristica: assomiglia infatti ad una imponente cupola ellittica. Il fascino è accresciuto inoltre da profonde vallate che si alternano a altopiani. Molto diffusi nella regione sono fenomeni carsici (famosa è la grotta del Cavallone). Oggi il parco ospita oltre il 78% delle specie dei mammiferi presenti in Abruzzo e oltre il 45% di quelle italiane. In alta quota ci sono aride pietraie punteggiate solo di tanto in tanto da vegetazione; anche se le condizione naturali sono piuttosto proibitive, l’ambiente presenta comunque una varietà di flora esclusiva. Negli ambienti di alta quota si trovano anche specie di notevole valore faunistico, come la Vipera d’Orsini e il Camoscio appenninico. Ad altezze meno elevate la flora è caratterizzata da arbusti, come il pino mugo della Maiella (la formazione vegetale più estesa dell’Appennino), faggi, prati e pascoli.
È questo l’habitat di ungulati selvatici e predatori come lupi ed orsi. Nel territorio del Parco si trovano anche vaste aree agricole, anche se orami sono per lo più abbandonate. Segni dell’intervento umano sul territorio sono anche le operazioni di rimboschimento con le pinete o con i pascoli stessi. In questo caso però le attività dell’uomo hanno addirittura ampliato la diffusione di certe specie e hanno contribuito a mantenere la biodiversità. Questo è stato possibile perché mantenere alcune aree agricole, sulle quali è praticata l’agricoltura tradizionale o l’allevamento estensivo può essere uno strumento per conservare gli ambienti che diventano in questo modo frutto dell’interazione tra natura e uomo. Invece la riforestazione dei pascoli, anche se naturale, porterebbe ad una diminuzione delle specie animali e vegetali. La Maiella, oltre che di questa grande varietà naturale è ricchissima anche di testimonianze archeologiche, architettoniche e storiche. Infatti la zona è sempre stata abitata fin da Paleolitico, come testimoniato da ritrovamenti nelle Grotta degli Orsi, nella Grotta del Colle e nella valle Giumentina.
Moltissime sono anche le testimonianze di periodi successivi. Ai turisti del Parco nazionale della Maiella sono offerte numerose attività quali escursioni e piedi, a cavallo o in mountain-bike, trekking, guide escursionistiche guidate per l’osservazione degli animali, cicloturismo, birdwatching, arrampicata sportiva, canoa, sci di fondo, sci alpinismo, sci di pista … In ogni stagione dell’anno il parco offre al visitatori scenari di grande bellezza: in primavera ad esempio la natura incanta con le straordinarie fioriture, mentre d’estate è consigliabile intrattenersi con passeggiate lungo i sentieri. L’autunno si presenta con gli spettacolari colori della vegetazione, mentre l’inverno ci fa godere di paesaggi suggestivi coperti dalla neve.
Comuni facenti parte
- Abbateggio, Ateleta, Bolognano, Campo
di Giove, Cansano, Caramanico Terme, Civitella Messer Raimondo, Corfinio, Farą S. Martino, Gamberale, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Lettomanoppello, Lettopalena, Manoppello,
Montenerodomo, Rapino, Rivisondoli, Roccacasale, Roccamorice, Roccapia, Roccaraso, Pacentro, Falena, Palombaro, Pennapiedimonte,
Pescocostanzo, Pizzoferrato, Popoli, Pratola Peligna, Pretoro, Salle, Sant'Eufemia, S. Valentino,
Serramonacesca, Sulmona, Taranta Peligna,
Tocco a Casauria.
Alberghi, Ostelli e Ristoranti
- Rivolgersi ai comuni, alle aziende di soggiorno o ai centri di
informazione delle Riserve Naturali.
La ricettivitą e la ristorazione comprendono diversi esercizi in continuo aumento e diversificazione grazie anche alla apertura di nuove piccole aziende che praticano il turismo rurale e
l'agriturismo.

Stazioni invernali
- Con i relativi esercizi sono
localizzate nei comuni di Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo, Campo di Giove, Pretoro,
Pacentro, Pizzoferrato.
Piste da sci di fondo
- Sono localizzate nei comuni di Pescocostanzo, Pretoro e Lettomanoppello.
Rifugi
- Per informazioni sulle condizioni di accesso contattare gli uffici delle Riserve Naturali
o il CAI di Guardiagrele (0871) 84624-84310,
Sulmona (0864) 21635 e Chieti (0871) 64146.
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