Arte dell'Aquila

L'Aquila: Villa comunale

Il primato dell'Aquila nel campo della cultura e dell'arte risale a tempi remoti; per questa ragione le vennero attribuiti in seguito i suggestivi epiteti di « Firenze d'Abruzzo » e « Salisburgo d'Italia ». La prima comparsa di uno «studio» aquilano risale al 1458, concesso dal re Ferdinando d'Aragona. Nel 1596 anche i Gesuiti ebbero la direzione di uno « studio » fino alla data della loro espulsione dal Regno di Napoli (1767). Nel 1785 a questo «studio», nel frattempo divenuto autonomo e regio, si aggiunsero le cattedre di Diritto e di Medicina, finché nel 1793 si istituì una Università completa.

A tanto splendore, però, fece seguito un periodo di decadenza e di regresso. Le cose migliorano con il ritorno dei Gesuiti all'Aquila, venne ripristinato ''Ateneo che in base al decreto reale del 14 gen- naio 1817 era diventato sede del Real Liceo, nome con cui veniva rappresentata un'Università in miniatura avente la facoltà di conferire gradi dottorali. Nel 1865 furono istituite altre due importantissime facoltà: Dirritto Romano e Medicina Legale.

Quando però nel 1874 fu imposto l'obbligo della iscrizione all'Università partenopea » agli alunni delle scuole universitarie dell'Aquila, si ridusse il numero degli studenti con danno delle due università. Parve inevitabile la decadenza delle due scuole universitarie aquilane, con viva costernazione della citta- dinanza. Infine il Governo Fascista soppresse le tre scuole predette: Farmacia, Ostetricia, Notariato, sebbene il Consiglio Comunale avesse espresso il voto di ripristinare l'Università. Dopo la seconda guerra mondiale si venne sperimentato, fuori d'Italia, l'utilità dei corsi estivi per gli universitari.

Il loro successo apparve sempre maggiore in Inghilterra ed in America. Da noi il primo esempio fu quello aquilano, il cui esito risultò superiore ad ogni aspettativa. Ne! giorno sedici dicembre 1952, aprì i battenti, nel sontuoso Palazzo Carli, un tempo, forse, dei Camponeschi, l'Istituto di Magistero che:, nel 1957 vide raddoppiata la popolazione scolastica subito dopo il pareggiamento. L'Istituto è in possesso di una biblioteca che, per il complesso delie sue opere (circa seimila) ha carattere prevalen- temente fìlosofìco-pedagogico e letterario. La sua attività è direttamente coordinata con quella della bi- blioteca provinciale « Salvatore Tornassi > che conta ben 85.000 volumi.

Autore: Andrea Pilotti