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Turismo all'Aquila

Turisticamente la provincia dell'Aquila offre quanto di più interessante agli amanti della montagna. Dal Gran Sasso al Velino-Sirente, dai Monti Reatini quelli della Laga, dalla Maiella ai Monti Marsicani, ai Simbruini e ai Caseolani è tutto un insieme di panorami maestosi e pittoreschi.
Una gradita sorpresa è poi costituita, per chi corre l'Aquilano alla ricerca di cose interessanti, dalla presenza tra queste montagne di resti archeologici di epoche note, testimonianza di civiltà passate ormai alla storia come quella dei Peligni nel Sulmonese, dei Marsi nella Marsica dei Vestini e dei Sabini nell'Aquilano, di cittadine medioevali, di castelli turriti, di costumi policromi, ricchi e pittoreschi, di chiese antichissime ove sono ben conservati tesori d'arte, arredi, oreficeria ed ove l'artigianato perpetua i fasti di una tradizione millenaria.
Ed è alla ricerca di pezzi
dell'artigianato che il turista può scoprire forse ciò che nessuno emporio del mondo potrebbe offrirgli, l'autentica opera d'arte, dai ferri battuti di Ofena e di Castel di Sangro al rame sbalzato e battuto di Sulmona e l'Aquila dall'oreficeria di Pescocostanzo, Sulmona e Scanno ai merletti e ai ricami. Al cospetto della maestosità delle montagne nei borghi e nelle antiche cittadine persistono usanze e riti che indubbiamente costituiscono un forte richiamo per il forestiero. Basta citare la festa di S. Domenico dei Serpari a Cocullo il 1° giovedì di maggio, la «Resurrezione a Sulmona il giorno di Pasqua, il pellegrinaggio al Santuario di Cappadocia il 15 agosto, la Processione di S. Antonio a Scanno il 13 giugno, la processione di Cristo Morto a L'Aquila il Venerdì Santo,
per intuire quale maniera di novità e di ricercatezza è tutta la provincia dell'Aquila.
Non mancando di strade turistiche che si snodano sulle montagne e gli altipiani, tutti i centri sono facilmente raggiungibili con qualsiasi mezzo sia pubblico che privato. Un'altra attrativa per il turista, ma più ancora per il turista sportivo, è costituita dall'abbondanza di selvaggina specialmente nelle zone del Fucino, del Sirente, del Piano delle Cinque Miglia popolatissime di quaglie, del Gran Sasso, dell'altipiano di Navelli per la lepre e la starna e la coturnice, nelle zone dell'Aterno per i palmipedi, e dalla pescosìtà dei fiumi e dei laghi, ricchi di trote, coregoni, gamberi, anguille, carpe, tinche ecc. |
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