Abbazia di S. Maria Casanova

Dal bivio di Penne della Nazionale 81 e dopo aver percorso la strada provinciale sino al bivio Vestea-Civitella si arriva con ancora quattro chilometri a Villa Celiera. E' un ameno paesello che sorge a quota 714 su una pittoresca e ridente collina. Gli abitanti, piccoli proprietari, braccianti ed artigiani, riflettono il vero tipo del montanaro abruzzese: semplice, forte e gentile.

Ogni forestiero oltre a riportare con se il ricordo delle sincere amicizie che vi ha trovato, non dimenticherà mai i luoghi veramente incantevoli che offrono allo spirito un quieto riposo francescano. Questo piccolo paese, famoso per i funghi, le fragole di montagna e in modo speciale per i fagioli, potrebbe costituire se valorizzato con una certa cura, un importante centro turistico-climatico, per le sue bellezze naturali e industriali e per i giacimenti di zolfo che si trovano ad ovest e a nord ovest di esso.

A circa 500 metri a valle dell'abitato, si trovano i ruderi della Badia di S. Maria Casanova. Essa fu fondata nel 1191 da Margherita contessa di Loreto e Cuchersano (o Conversano) per propiziare la partecipazione del figlio Berardo 11° ad una crociata ed in suffragio dell'anima del defunto marito Berardo 1°, fratello di Ottone, Vescovo di Penne. Occupavano la Badia circa 500 monaci cistercensi, dediti allo studio, alla preghiera, al lavoro, alle belle arti. I loro possedimenti andavano dalla Montagnola (sopra il paese) sino alle Isole Tremiti e Campo Sacro (Tra Civitella e Pianella) e quella Vestea e di Brittoli. Nel 1258, inoltre, con il benestare del re Manfredi e per volere del Papa Alessandro IV°, venne a far parte dell'orbita abbadiale il celebre Cenobio di S. Bartolomeo Carpinete, fondato nel 962, e nel 1311 sotto il Papa Clemente anche il Monastero di S. Giovanni in Lamis.

Villa Celiera era il « Celio » del Convento dove i frati tenevano ogni sorta di gallinacci e volatili, da ciò la derivazione attuale che, contrattosi in Celliera, in appresso divenne Celierà. Ad esso fu anteposto « Villa » ai primi del nostro secolo dopa la separazione del Comune di Civitella Casanova del quale, dal 1816 era frazione. S. Maria Casanova, come dice l'Abate di Vestea nel suo libro « Penne Sacra» fu per sette secoli una delle più famose e ricche abbazie dell'Abruzzo. Nel 1268, da Carlo d'Angiò che volle ricordare la sua vittoria su Corradino di Svevia in Tagliacozzo, ebbe incarichi speciali per la costruzione del Monastero e della Chiesa di S. Maria della Vittoria.

Dei cistercensi di Casanova furono innalzati alla dignità episcopale ed assegnati alla Sede di Penne i Vescovi Gualtiero e Giacomo, rispettivamente il primo nel 1200, il secondo nel 1251. Altri monaci furono famosi per i loro manoscritti di Storia e copie di scrittori greci e latini in caratteri longobardi. Di essi si ricorda l'Abate Erimando i cui lavori furono portati via dal Cardinale Federico Borromeo. Nell'Aprile del 1807 gli abitanti di Civitella Casanova invasero il Convento e da esso asportarono gran parte degli arredi sacri. Nella loro Chiesa vi è oltre il Coro in noce, la Statua della Madonna dell'Assunta che si porta in processione il 15 agosto, due antichissime pianete ricamate in oro che si usano a Natale ed a Pasqua e una bellissima statuetta con base di pietra di stile corinzio situata in mezzo al coro, nel muro a ponente e un oggetto di vero valore artistico e storico.

Parte della Biblioteca trovasi a Milano, nella famosa Biblioteca Ambrosiana fondata da S. Carlo Borromeo del quale Casanova fu Commenda. Dopo il 1816 col beneplacito dei Borboni fu abitato dai Carmelitani. Questi ne completarono la totale decadenza e distruzione come dice lo Strapporelli, togliendo ed asportando da esso persino i pavimenti e i tetti. Dello splendore di un tempo, delFAbbadia e del Convento non restano che ruderi abbandonati dagli uomini, ma che la pietà della natura ha ricoperto di fiori e di edera.

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