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Notaresco
Il passato si fa presente
di Alessandra Angelucci
Attualmente è il Museo Civico “Romualdi”, ubicato nel centro storico di Notaresco, a custodire il tesoro archeologico di Grasciano ritrovato.
Quante volte ci sarà capitato di percorrere sentieri di campagna isolati dove l’orografia, nel corso dei secoli, ha disegnato colline, valli fiorite e terreni fertili. Quante volte ci sarà capitato di rimanere meravigliati nello scoprire che proprio quell’area agricola da noi conosciuta e arata con tanta cura dai contadini, custodiva gelosamente, nelle parti più sotterranee, tracce di un mondo più antico.
È quanto accaduto nel 1992, a Grasciano, frazione del Comune di Notaresco, dove un gruppo di volontari della Cooperativa Ars et Labor, affiliata dell’Archeoclub d’Italia, ha riportato alla luce numerosi resti murari ascrivibili ad un probabile insediamento rustico di epoca romana. L’esigenza di scavare proprio lì, lungo le campagne che costeggiano la strada provinciale che guida alla vallata del fiume Tordino, è nata dai ripetuti ritrovamenti realizzati casualmente dai contadini, durante il tempo dell’aratura: frammenti di terracotta, ceramica varia, pietre e mattoni germogliavano dalla terra come frutti, suscitando sgomento nei primi scopritori.
Un ritrovamento importante per il mondo dell’archeologia e per la storia dell’Abruzzo, pronta a testimoniare come il territorio collinare che si stende lungo i fiumi Vomano e Tordino, a pochi chilometri da Giulianova e da Atri, sia stato insediamento dei romani tra il II sec. a.C. e il II sec. d.C. Visitando le parti scoperte di questo sito archeologico che ad oggi si prolunga per una superficie di circa 4000 mq., è possibile osservare i resti di una piscina, di una cisterna e di altri ambienti ad esse vicini dove i rinvenuti frammenti di ceramica, vetro, intonaci e suppellettili ricordano che lì un tempo vissero cittadini romani intenti alla coltura dell’olivo, della vite e del grano.
Così tramandano le fonti storiche, le stesse che raccontano di come Annibale, nella sua discesa in Italia, dopo la battaglia del Trasimeno, si diresse verso il territorio Piceno, fino ad arrivare sulla costa del Mare Adriatico, nel territorio di Atri (Hatria), mettendo a ferro e fuoco queste contrade.
Questa guida su Alba Adriatica è gentilmente concessa da Tesori d'Abruzzo, rivista trimestrale dedicata all'Abruzzo. |
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