Penna Sant'Andrea

Un’oasi incontaminata

di Sara Rocchegiani

Ogni visita alla Riserva Naturale di Castel Cerreto è una piacevole sosta a contatto con una natura ancora pura e intatta, ricca di rare specie di alberi secolari e di varietà di rapaci diurni e notturni.

Istituita nel 1991, si estende per 6,25 ettari sul declivio che degrada verso il torrente Rio, tra i 400 e i 700 metri di altitudine, e costituisce un ambiente che riesce ancora a esprimersi in forme selvagge e integre, con rare specie di alberi secolari e varietà di rapaci diurni e notturni.

La sua peculiarità sta nell’essere un aspetto evoluto di bosco misto eliofilo caducifoglio a prevalenza di specie quercine, nell’ambito del subappennino aprutino. Nell’Abruzzo adriatico, infatti, lo sviluppo dell’agricoltura è avvenuto proprio a carico di ambienti di questo tipo, e quindi oggi è molto raro incontrare formazioni forestali che presentino gli aspetti più salienti e caratteristici vicini alla naturalità.

La Riserva naturale, prende il suo nome dall’albero del cerro che, costituisce l’elemento dominante di un bosco che annovera anche il carpino nero, l’acero campestre, l’acero napoletano e il maggiociondolo. La presenza degli stagni favorisce inoltre la crescita del salice bianco, del salice da ceste, del pioppo bianco e di specie erbacee come la tifa e la cannuccia di palude, mentre una nota molto caratteristica all’intero habitat viene dal vischio quercino, visibile in inverno con le sue vistose bacche gialle.

Notevoli i percorsi sentieristici realizzati sul territorio della Riserva, alcuni dei quali conducono alle aree più importanti, come il cerro secolare e la zona dello stagno. Qui, in particolare, sono visibili interessanti aspetti di biodiversità, per la presenza di acqua sulfurea e di numerosi fossi che favoriscono una vegetazione di tipo ripariale.

La fauna è tipica dell’ambiente collinare e comprende la poiana, lo sparviero e il gheppio tra i rapaci diurni, l’allocco, l’assiolo e la civetta tra quelli notturni. Inoltre nidificano il codibugnolo, la cinciarella, il picchio verde, il picchio muratore, lo scricciolo, l’usignolo e il merlo, mentre tra i mammiferi sono comuni la donnola, la faina, la volpe, la lepre, il ghiro, il cinghiale, lo scoiattolo e il riccio.

Questa guida su Alba Adriatica è gentilmente concessa da Tesori d'Abruzzo, rivista trimestrale dedicata all'Abruzzo.