Sant’Omero

Ad abundantium

di Enrico Di Carlo

Garrufo, la frazione più popolosa di Sant’Omero, ha assunto il suo attuale volto negli ultimi decenni del ‘900. Il piccolo centro, il cui nome deriverebbe da quello del nobile romano Lucio Tario Rufo, vive in un interessante contesto economico e sociale, grazie ad attività industriali, artigianali e commerciali e a studi professionistici. L’aspetto urbanistico moderno più nulla concede all’antico borgo, eccetto poche dimore.

Eppure, ancora resiste la tradizione del culto di S. Scolastica, il cui recupero è affidato all’attività culturale della Proloco. Lungo la via omonima esisteva una chiesina dove, ogni 10 di febbraio, si recavano donne e uomini che chiedevano alla santa, rispettivamente, latte in abbondanza e di riacquistare la propria virilità. Durante un pasto rituale era necessario bere l’acqua di una sorgente che, anticamente, sgorgava nei pressi del tempio. Esauritasi la sorgente, l’acqua venne attinta da un pozzo: il “pozzo di Santa Scolastica”, ancora esistente in un’area privata.

Questa guida su Sant’Omero è gentilmente concessa da Tesori d'Abruzzo, rivista trimestrale dedicata all'Abruzzo.