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Tortoreto alto

L'abitato sorge su di un colle scosceso, in posizione panoramica sul mare. Proprio sul colle nacque
probabilmente l'abitato neolitico, quindi il villaggio protostorico con i fondi di capanne nel luogo
chiamato ancora "fortellezza".
La successiva frequentazione romana dell'area è testimoniata dai resti
di grandiosi edifici romani affioranti nelle campagne, qui noti come "muracche". Nonostante questa
presenza preromana e romana, Tortoreto tuttavia è un paese di origine medievale, ricordato a partire
dal 943.
E' probabile che il nucleo antico, articolato nei due quartieri di Terravecchia e di Terranova
originariamente collegati da un ponte levatoio, almeno dal XIV secolo
fosse già protetto da una cinta muraria, in parte ancora visibile lungo la
circonvallazione esterna e nei pareti dei passaggi voltati sotto la base
della Torre dell'Orologio, presso la quale doveva insistere appunto il
ponte levatoio tra i due quartieri.
Il centro storico oggi appare
prevalentemente ottocentesco, benché non manchino edifici risalenti al
XVI e al XVII secolo, come il resto di ingresso monumentale della casa
De Fabritiis.
Da visitare: il centro storico di Tortoreto è ricco di edifici sacri, alcuni dei
quali particolarmente interessanti. Su tutti spicca la chiesa di S. Maria
della Misericordia, una struttura di modeste dimensioni a vano unico con
abside pentagonale, realizzata dopo la peste del 1348.
All'interno tutte le
pareti e la conca dell'abside presentano pregevolissimi affreschi:
Crocifisso, Deposizione e, nella volta, Redentore, tutti attribuiti alla scuola di Cola dell'Amatrice e in
parte datati 1536, oltre ad ulteriori affreschi di altra epoca.
La parrocchiale di S. Nicola di Bari,
risalente con tutta probabilità al XIII secolo, si presenta oggi nella sua ricostruzione cinquecentesca
ed ottocentesca. È a navata unica con semplice facciata in laterizio racchiusa da lesene laterali.
L'interno, moderno, conserva un bell'organo del 1834 ed una bella tela, opera del Liberati,
raffigurante le Anime del Purgatorio.
Nella sacrestia della chiesa di Sant'Agostino, dedicata nel 1631
ed eretta come chiesa dell'attiguo convento degli Agostiniani, è presente una statua cinquecentesca
in terracotta policroma della Madonna della Consolazione, proveniente dalla cappella della
Misericordia. L'interno di questa chiesa, a navata unica, presenta inoltre cinque altari barocchi in
stucco ed uno in legno.
La chiesa di Sant'Agostino, di proprietà della Curia, si sta avviando
lentamente a diventare pinacoteca: in essa, oltre a quelle già presenti, verranno collocate alcune
opere d'arte una volta depositate nella vecchia chiesa di Sant'Eufemia. All'estemo di quella che era
la originaria cinta fortificata, si erge la chiesa di S. Rocco, che conserva ancora le strutture murarie
cinquecentesche, tranne la facciata in laterizio, che è ottocentesca.
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